RetiVista è uno strumento di screening assistito dall'intelligenza artificiale, in sviluppo: legge una fotografia della retina e segnala i segni della retinopatia diabetica, perché chi ha il diabete arrivi dall'oculista prima di perdere la vista.
Come funziona ScriviciIl diabete danneggia i piccoli vasi sanguigni della retina, lo strato sensibile alla luce in fondo all'occhio. Questo danno — la retinopatia diabetica — resta silenzioso per anni ed è una delle prime cause di cecità in età lavorativa. Eppure gran parte di quella perdita della vista si può evitare, se il problema viene trovato presto e curato.
Il problema non è la cura: è portare le persone alla visita. Molti diabetici saltano il controllo annuale del fondo oculare perché vuol dire uno specialista, una lista d'attesa, un viaggio.
RetiVista nasce per avvicinare il primo sguardo al paziente: una fotografia della retina fatta da un farmacista, un infermiere o il medico di famiglia, analizzata sul posto da un software che stima la gravità della retinopatia e dice se la persona va mandata dall'oculista.


Un'immagine a colori del fondo dell'occhio, fatta con un retinografo portatile. Niente gocce, niente dilatazione, nessun fastidio: pochi secondi per occhio, in farmacia, in ambulatorio o su un'unità mobile.
Il software esamina l'immagine e stima la gravità della retinopatia diabetica sulla scala clinica internazionale (0 = nessuna … 4 = proliferante). Gira su un computer normale, sul posto: nessuna immagine deve uscire dalla stanza.
Il risultato è semplice: da inviare — visita oculistica — oppure non da inviare — controllo l'anno prossimo. È un segnale di screening, non una diagnosi: l'ultima parola è sempre dell'oculista.


La lettura automatica delle fotografie della retina per la retinopatia diabetica non è fantascienza: è un campo maturo e dal 2018 le autorità regolatorie hanno autorizzato software di screening autonomi di questo tipo. La differenza non la fa l'algoritmo da solo, ma la cura con cui viene validato su pazienti veri e il modo in cui entra nella pratica di tutti i giorni.
Il prototipo RetiVista è addestrato su raccolte pubbliche di fotografie della retina valutate da specialisti, e viene misurato solo su immagini che non ha mai visto — compresa una raccolta di un altro Paese, fatta con un'altra fotocamera: la prova onesta che un modello sa generalizzare. I risultati vengono pubblicati nelle note di progetto man mano che il lavoro procede.
Migliaia di fotografie della retina classificate da oculisti sulla scala internazionale 0–4.
L'accuratezza si misura solo su immagini tenute fuori dall'addestramento e su una raccolta indipendente di un altro Paese.
L'analisi avviene in locale. Le immagini restano dove sono state fatte; niente viene caricato in un cloud.
Un controllo rapido della retina dove le persone già ritirano i farmaci o vedono il medico di famiglia, con un invio chiaro quando serve.
Un modo per assicurare a ogni paziente il controllo annuale del fondo oculare, e per far vedere per primi quelli che hanno bisogno dello specialista.
Screening di popolazione in paesi e luoghi di lavoro, con fotocamere portatili e smistamento immediato — meno visite specialistiche inutili, meno visite mancate.
Modello addestrato su raccolte pubbliche; applicazione dimostrativa locale; misure oneste su immagini mai viste.
Fotografie vere con diagnosi confermata, insieme a un centro diabetologico e oculistico in Toscana. Retinografo portatile sul campo.
Sistema qualità per dispositivi medici, valutazione clinica, marcatura CE secondo il Regolamento europeo (MDR); percorso FDA per gli Stati Uniti.
Lo screening come servizio per farmacie, centri e programmi — con i dati e le collaborazioni che lo rendono affidabile.
RetiVista è sviluppato da Zannini Group, la holding della famiglia Farnesi, attraverso la sua società italiana Zannini Gemini S.r.l. di Pisa — fondata nel 1991, con esperienza nei dispositivi elettromedicali.
Il progetto è guidato da Bruno Farnesi, imprenditore ed ex pilota di elicotteri della Marina Militare, con un percorso tra packaging farmaceutico, cantieristica navale e dispositivi medici. L'approccio è quello di famiglia: fare le cose per bene, un passo alla volta, e dire con chiarezza che cosa è dimostrato e che cosa non lo è ancora.
«Il valore non è l'algoritmo. È la cura con cui lo si valida, e le persone che aiuta ad arrivare dall'oculista in tempo.»
Cerchiamo partner per il pilota clinico: centri diabetologici, reparti di oculistica, reti di farmacie e produttori di retinografi portatili. Se siete voi, scriveteci.
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