Le stampe giapponesi — Hokusai, Hiroshige, Kuniyoshi, Kunisada e i trittici di teatro kabuki — e le stampe e cartoline storiche di Pisa. Una selezione con le schede.
La raccolta di stampe giapponesi della famiglia Farnesi conta oltre cento fogli: trittici di teatro kabuki di Kuniyoshi, Kunisada e Yoshiiku, ventitré tavole di Hokusai dalle Cento vedute del Fuji, stampe di Hiroshige, Utamaro, Eisen, Shunshō e Kōgyō. Qui una scelta di sedici.

Ritratti «a grande testa» di due attori in scena, con i cartigli dei nomi: il genere dell'ōkubi-e reso celebre da Utagawa Kunisada e dalla sua scuola.

Due figure in kimono con un riquadro narrativo e il testo in alto, dalla mano di Kuniyoshi (1797-1861), il grande maestro delle stampe di guerrieri e di teatro presente in raccolta con un trittico del 1849-1853.

Barche e bagnanti sotto un lungo ponte di legno, in un formato orizzontale insolito: il paesaggio di Hiroshige (1797-1858), con il suo cielo sfumato e l'acqua blu di Prussia.

Un gruppo di samurai in armature sontuose, con i nomi nei cartigli: le stampe di guerrieri (musha-e) che raccontavano le epopee del Giappone medievale.

Una veduta con figure sotto un albero e una balaustra, dalle serie delle vedute famose (meisho-e) che Hiroshige dedicò a Edo e alle strade del Giappone.

Peonie rosse e gialle con un piccolo uccello: il genere «fiori e uccelli» (kachō-ga), in cui Hiroshige unì la precisione botanica alla poesia della stagione.

Un pannello dai trittici di teatro della raccolta (Kunisada, Kuniyoshi, Yoshiiku): l'attore in scena con l'ombrello di carta, i costumi e i cartigli dei ruoli.

Scena di teatro su una barca, con l'attore in kimono a scacchi: dai trittici kabuki della collezione, incisi nel decennio d'oro delle stampe di attori.

Due personaggi in una veranda sull'acqua, con i nomi in cartiglio: la raccolta conserva un trittico di Yoshiiku (1833-1904), allievo di Kuniyoshi.

L'attore con il grande cappello e il mantello di paglia, dai trittici di Kunisada (1786-1864), «Toyokuni III», il più prolifico disegnatore di attori del suo tempo.

Una scena drammatica con una principessa in kimono rosa e guerrieri sotto un ponte: il gusto teatrale e i colori accesi dei trittici di metà Ottocento.

Dalle «Cento vedute del monte Fuji» (Fugaku hyakkei), il libro illustrato in cui Hokusai (1760-1849) declinò il monte sacro in cento modi. La raccolta ne conserva ventitré tavole.

Viandanti e cerchi di corda in primo piano, il cono del Fuji in lontananza: la libertà di composizione con cui Hokusai fece del monte un pretesto per raccontare il Giappone quotidiano.

Un artigiano al lavoro su un grande tino e il Fuji che spunta oltre l'orlo: una delle invenzioni più celebri del libro, dove il monte compare dove meno lo si aspetta.

Un fagiano dalla lunga coda posato fra rami in fiore: il genere «fiori e uccelli» nella sua stagione tardo-ottocentesca, con i colori delicati degli album di stampe naturalistiche.

Un attore in un kimono blu a motivi geometrici con il ventaglio aperto: la stampa di attore nel formato verticale ōban, con il cartiglio del ruolo in alto.
Il Lungarno, il Ponte di Mezzo, le Logge di Banchi: la Pisa di inizio Novecento nelle cartoline della raccolta, insieme alle acqueforti, litografie e stampe storiche dedicate alla città.

Il Lungarno con il Ponte di Mezzo prima della guerra: la Pisa che Flaminio Farnesi raccolse in centinaia di stampe e cartoline, testimonianze di una città cambiata.

Il tram elettrico sul Ponte di Mezzo, davanti alle Logge di Banchi e alla torre dell'orologio del Palazzo Pretorio: la vita quotidiana della città nel primo Novecento.

Il vecchio Ponte di Mezzo a tre arcate visto dall'alto, con le carrozze e i passanti: il ponte fu distrutto nel 1944 e ricostruito nel dopoguerra a un'arcata sola.

Il Ponte di Mezzo e il Lungarno Regio in una cartolina colorata: i palazzi sull'Arno con le facciate ocra e rosa, come li videro i viaggiatori della Belle Époque.
Le schede riprendono l'inventario della Collezione Farnesi e le fotografie dei volumi; datazioni e attribuzioni sono quelle dell'inventario di famiglia. La collezione non è in vendita: per studio, prestiti o collaborazioni scrivere a Zannini Studio Arte.